furcht kawai

Marco Pasini

Acustico

Esegue abitualmente le integrali degli Studi e delle Années de pèlerinage di Liszt, tre programmi con parafrasi da Paganini, tra cui gli studi op. 3 e 10 di Schumann e la Grande fantasia sulla campanella di Liszt, un programma interamente dedicato alle tarantelle per pianoforte (di Liszt, Chopin, Martucci, ecc.).

Diplomato in pianoforte, organo e composizione organistica al conservatorio di Milano, ha anche conseguito, sempre al conservatorio G. Verdi, il diploma superiore concertistico di secondo livello, con Vincenzo Balzani, ottenendo il massimo dei voti e la lode.

Si è perfezionato per alcuni anni con Lazar Berman.

Ha al suo attivo concerti per importanti enti e si è esibito in prestigiose sale in Italia e all'estero: Sala Verdi del conservatorio di Milano, per la Società dei concerti (eseguendo le integrali degli studi trascendentali e da Paganini di Liszt), Concerti del Quirinale, tramessi da Radio 3, Teatro Carlo Felice di Genova, Sala Glinka di San Pietroburgo, Cemal Recit Rey di Istanbul, concerti a Londra, in sud America, Lituania, Romania, ecc.

Ha registrato alcuni cd per Dynamic, Stradivarius, Phoenix classics; in particolare, i tre dedicati alle parafrasi su temi di Paganini sono stati apprezzati dalla critica internazionale (Gramophone, Dyapason, Musica, ecc.).

Recentemente, presso il conservatorio di Napoli, dove è docente, ha eseguito il primo concerto di Ciaikowsky e il primo di Liszt con l'orchestra di San Pietro a Majella, diretta da Francesco Vizioli.

Qualcosa su Kawai

Ricorderò sempre l' emozione del mio primo concerto all' università Bocconi di Milano. La cosa che mi colpì da subito fu il pianoforte, un Kawai. Notai subito un fatto che, spesso, mancava anche negli strumenti migliori di altre case costruttrici: l' equilibrio sonoro tra le varie regioni della tastiera. Non solo, quindi, la perfetta rispondenza della meccanica, ma anche la certezza che tutti registri della tastiera avessero la stessa intensità, specialmente nella regione acuta, potendo così realizzare i migliori cantabili, senza che i bassi, seppure imperiosi, sovrastassero la linea melodica principale.

Marco Pasini