furcht kawai

Boris Petrushansky

Acustico

Nel 1964 il quindicenne moscovita incontra uno dei più grandi musicisti dei nostri tempi, Heinrich Neuhaus, e diventa il suo ultimo allievo. Quei non molti mesi trascorsi nella classe di Neuhaus (il maestro mori nell’ottobre del 1964) sono stati determinanti sotto molti aspetti per tutto il successivo sviluppo del giovane artista completandosi sotto la direzione del Lev Naumov.

I tre concorsi (Leeds, Monaco, Mosca) sono seguiti da un` importante pausa, dovuta alla preparazione di un nuovo lancio qualitativo, terminato con la vittoria al Concorso "Casagrande" di Terni nel 1975. Da quel momento svolge una continua attività artistica che lo porta sia in Italia sia in Russia dove ritorna regolarmente, nonché in tutta l`Europa, Israele, USA, Messico, Giappone, Hong Kong ecc.

Collabora con i direttori d`orchestra come J.Ferencik, E-P.Salonen, V.Jurowski, V.Gergiev, A.Nanut, Lu Jia e molti altri suonando con la Filarmonica di S.Pietroburgo, la Staatscapelle di Berlino, l`Accademia di Santa Cecilia, Moscow Chamber Orchestra, Chamber Orchestra of Europe, ecc.

Tra i partner di musica da camera spiccano i nomi di L. Kogan, I. Oistrakh, V. Afanasiev, D. Sitkovetsky, M. Maisky, Quartetto Borodin, Philharmonia Quartett Berlin.

Attualmente è professore presso l`Accademia Pianistica "Incontri col Maestro”. Tiene i masterclasses alla Royal Academy of Dublin, the Purcell School of London, Van Cliburn Institute, Verbier Festival Academy e in molti città italiane e giapponesi. Tra i suoi allievi figurano F. Colli, I. Fliter, S. Gulyak, J. Ju, O. Kern, M. Lifits, A. Nosé, R. Prosseda, B. Schoeman.

Ha registrato per la Melodia (Russia), Art & Electronics (Russia-USA), Symposium (Inghilterra), Fone, Dynamic, Agora e Stradivarius (Italia).

 

Qualcosa su Kawai

Sempre provo una particolare gioia quando mi capita di suonare i pianoforti Kawai. Trovo che essi possiedono una inesauribile miniera timbrica dalle peculiarità inconfondibili. Il volto personale brillante e ricchissimo di questi strumenti richiede da un pianista un atteggiamento amichevole ed evoca a scoprire e a sfruttare al massimo tutta la tesoriera sonora.

Boris Petrushansky